Gianmario Leone – Il manifesto
08/08/2018
Un’inchiesta della Guardia di
Finanza provoca un terremoto nella politica salentina. Ex amministratori
comunali, consiglieri comunali, alcuni dei quali ancora in carica, e dirigenti
del Comune di Lecce sono stati arrestati ieri. L’inchiesta è in mano ai pm
Massimiliano Carducci e Roberta Licci, mentre l’ordinanza, composta da oltre
800 pagine, è stata firmata dal gip di Lecce Giovani Gallo nel novembre 2017.
Le indagini sono partite nel 2013 dopo la denuncia di un cittadino.
Ben 48 le persone indagate, tutte
a vario titolo accusate per associazione per delinquere finalizzata alla
corruzione elettorale, abuso d’ufficio e falso ideologico. Secondo quanto
appurato finora i voti elettorali sarebbero stati oggetto si scambio per
ottenere alloggi popolari. Tra gli indagati anche il senatore leccese della
Lega Roberto Marti (nella foto), tra i 34 indagati non raggiunti da alcun
provvedimento restrittivo. Marti, dal 2004 al 2010, è stato assessore a Lecce
ai servizi sociali, ai progetti mirati e alle pari opportunità. Il reato
contestato per lui é abuso d’ufficio e falso ideologico.
I provvedimenti restrittivi
riguardano nove persone (di cui due in carcere, cinque agli arresti domiciliari
e due con obblighi di dimora). In carcere sono finiti Umberto Nicoletti e
Nicola Pinto, ritenuti legati alla malavita organizzata, accusati del
pestaggio, nel 2015, dell’uomo che nel 2013 con la sua denuncia dette il via
all’inchiesta penale. Agli arresti domiciliari gli ex assessori Attilio Monosi
e Luca Pasqualini, attualmente in carica come consiglieri comunali nel
centrodestra, e il consigliere comunale del Pd Antonio Torricelli, anch’egli in
carica, oltre al dirigente comunale Lillino Gorgoni e a Andrea Santoro,
accusato nell’ambito dell’episodio del pestaggio.
Obbligo di dimora per Monica
Durante e Monia Gaetani, che fungevano – secondo quanto ricostruito dagli
inquirenti – come «collettore elettorale», mettendo in contatto gli abitanti
della zona 167 della città, considerata l’epicentro del voto di scambio, con
gli interessati a ottenere i voti elettorali per aumentare il proprio peso
politico e accreditarsi con maggior potere verso il proprio leader. Per altri
cinque dipendenti comunali in servizio presso l’ufficio casa e l’ufficio
patrimonio, é stata chiesta l’interdizione temporanea dai pubblici uffici.

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