Redazione – Jobnews
21 settembre ’18
“No
a scappatoie e a capri espiatori, al sistema carcerario servono cambiamenti
necessari”. Ad affermarlo è la Fp Cgil Nazionale, che aggiunge: “A meno di 24
ore dalla tragedia al carcere femminile di Rebibbia, a poche ore dalla
terribile morte di due bambini per mano della madre, ancor prima di conoscere
fatti, circostanze, responsabilità, il Ministro della Giustizia Bonafede e il
Capo del Dipartimento Penitenziario Basentini hanno stabilito colpe e sanzioni,
a carico di direttore vicedirettore e vice comandante della Polizia
Penitenziaria”.
Il
tutto, aggiunge la Funzione Pubblica Cgil, “senza interrogarsi sul perché, ad
oggi, la Magistratura possa ancora ordinare di rinchiudere in carcere mamme con
bambini piccolissimi, e sul perché non si rispetti una legge che tale circostanza
vuole evitare. Il Ministro e il Capo del Dap pensano di assolvere ai loro
doveri punendo funzionari e dirigenti, con motivazioni ancora in queste ore
sconosciute ai più”. Per la Fp Cgil, “la morte così terribile di due bambini
deve portare immediatamente ad altre decisioni: il rafforzamento, anche con
decreto d’urgenza, della legge 62 del 2011 che impedisce la reclusione negli
istituti di pena di donne con prole in tenera età; una accurata e tempestiva
indagine sull’operato dei magistrati; un provvedimento immediato che realizzi
case protette per questi casi, con sorveglianza speciale in ambiente adatto a
rimuovere ogni causa di disagio per i bambini coinvolti, che non devono e non
possono pagare per le colpe delle loro madri; un intervento a tutela degli
operatori tutti, dai poliziotti penitenziari alle educatrici ed educatori, a
tutto il personale che quotidianamente svolge il proprio lavoro con competenza
e professionalità; e, infine, un potenziamento dei servizi sanitari,
soprattutto di supporto e assistenza psicologica e psichiatrica”.
Secondo
il sindacato di categoria della Cgil, “dopo aver, come primo atto di governo,
rimosso dal tavolo la riforma dell’Ordinamento Penitenziario e avere
abbandonato, alla ricerca del facile consenso, qualsiasi ipotesi di trattamenti
alternativi al carcere e di riordino dei regolamenti che sovrintendono
all’esecuzione penale, il Ministro della Giustizia non può sfuggire comunque
alla necessità che si metta mano da subito ai cambiamenti necessari attraverso
leggi e regolamenti che siano in grado di coniugare il dovere ad eseguire le
pene e i trattamenti di sicurezza con la dignità di chi vive e lavora in
carcere”. Infine, “noi abbiamo ancora forte nel cuore il dolore per la tragedia
di Rebibbia femminile, per la sua violenza e per la sua assurdità, e l’amaro
senso di sconfitta dello Stato, ma vorremmo diffidare chi è responsabile di
governo e di gestione dal praticare scappatoie e dal dedicarsi al gioco del
trovare subito capri espiatori. Alle dirigenti e funzionarie punite con
solerzia e senza motivazioni conosciute rivolgiamo la nostra solidarietà e la
nostra disponibilità a tutelarle anche per via legale in qualsivoglia loro
istanza contro un provvedimento disciplinare così grave”, conclude la Fp Cgil.

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