Artigianato moda: Filctem, ribadiamo con forza impegno contro
sfruttamento
Dopo gli articoli comparsi sui
giornali in questi giorni, riguardanti lo sfruttamento della manodopera nella
filiera produttiva della moda italiana, vogliamo ribadire con forza che
l’impegno del sindacato insieme alle associazioni datoriali dell’artigianato
per contrastare questi fenomeni è totale”. Lo ha detto oggi Sonia Paoloni,
segretaria nazionale della Filctem Cgil.
“Aspettiamo, già da troppi mesi,
la convocazione al ministero del Lavoro – ha continuato la Paoloni-. Abbiamo
riscontrato, a riguardo, una certa distrazione da parte del ministro Di Maio su
questo tema delicato che è la storia migliaia di lavoratrici e di lavoratori
del nostro Paese che per una manciata di euro sono costretti a svendere le loro
professionalità”.
“Nel rinnovo dell’ultimo
contratto nazionale di lavoro dell’artigianato – ha concluso la segretaria
della Filctem Cgil - è già presente la nostra proposta per affrontare, in
maniera decisiva, questo tragico problema. Un avviso comune, condiviso da tutte
le parti sociali, che per trovare attuazione ha bisogno di essere recepito dal
ministero”.
Piaggio Aerospace: sindacati,
accelerare approvazione piano industriale
"Il pomeriggio del 20
settembre il ministro della Difesa, nel corso del question time al Senato, ha
confermato la piena approvazione verso il programma del Drone Piaggio, ma ha
purtroppo delegato la decisione del finanziamento, oltre 760 milioni di euro, al
Parlamento, quindi dopo il passaggio in Commissione. È tempo di portare a buon
fine gli impegni tra il nostro paese e quello emiratino sull’azienda
aeronautica e meccanica Piaggio Aero Industries". E' quanto si legge in
una nota di Cgil Cisl Uil, Fim Fiom Uilm Savona e Genova su Piaggio Aerospace.
I sindacati chiedono "che si acceleri l’iter delle decisioni perché i
lavoratori non possono più vedere sprecare le opportunità e vogliono capire
quale futuro possano vivere. Non buttiamo via le potenzialità di questo Paese -
aggiungono -, degli operai, dei tecnici, dei professionisti tutti: donne e
uomini, che operano in Piaggio Aero. Le
rappresentanze dei lavoratori Piaggio attendono notizie che non deludano le
attese per condividere un piano industriale e strategico e riaprire un nuovo
periodo che ricostruisca fiducia e partecipazione vera dei lavoratori alla
strategia industriale dell’azienda e del Paese", conclude la nota
unitaria.
E-commerce, al via confronto
sindacati-aziende su tutele nella consegna merce
“L’apertura del tavolo
sull’e-commerce segna un primo passo verso una maggiore tutela dei lavoratori
della logistica legata a questo settore”. E' quanto affermano Filt-Cgil,
Fit-Cisl e Uiltrasporti, al termine dell’incontro odierno con Assoespressi,
associazione datoriale aderente a Confetra, che rappresenta le aziende
specializzate nell’attività di distribuzione per il commercio elettronico,
aggiungendo che “da oggi si avvia un percorso di confronto sulle problematiche
specifiche del settore della consegna delle merci nell’ambito dell’e-commerce”.
“Durante questo primo incontro -
proseguono le organizzazioni sindacali - a partire dalle specificità del
settore, si è convenuti sulla necessità di valorizzare il ruolo del contratto
collettivo nazionale della logistica, trasporto merci e spedizione a tutela dei
lavoratori, di mettere in campo le azioni necessarie a sostenere l’impresa ed
infine di individuare le regole per governare le sfide e i cambiamenti in
corso, in un settore che sta crescendo rapidamente”.
“Per le prossime riunioni -
concludono Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti - abbiamo chiesto di affrontare i
temi relativi all’organizzazione, ai carichi e alla qualificazione e
valorizzazione del lavoro”.
Ferrovie, il 24 settembre è
sciopero degli appalti
Lunedì 24, per l’intero turno di
lavoro, secondo sciopero nazionale del personale dipendente delle aziende che
operano in appalto, per conto del gruppo Fs Italiane, nella pulizia dei treni,
delle stazioni e nei servizi accessori, nella ristorazione e pulizia a bordo
treno e nell’accompagnamento sui vagoni notte. A proclamare la protesta sono
unitariamente Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Taf e Fas Confsal.
I sindacati denunciano che “nel
settore la crisi occupazionale è già in corso, in quanto, a causa
dell’esaurimento degli ammortizzatori sociali, sono già state avviate procedure
di licenziamento collettivo, mettendo complessivamente a rischio 2 mila addetti
su 10 mila totali”.
Al ministero del Lavoro, spiegano
le organizzazioni, "spetta il compito di risolvere la questione degli
ammortizzatori, la cui scadenza coincide con il giorno dello sciopero, e della
validazione delle tabelle, convenute tra le parti, che stabiliscono il costo
del lavoro minimo in caso di cambio appalto. Alle Fs Italiane - affermano
infine le sigle - invece chiediamo, nelle procedure di affidamento dei lotti
messi a gara, di non premiare l’offerta con ribassi eccessivi e di applicare, nel
rispetto delle disposizioni di legge del settore, le clausole sociali e
contrattuali nei continui cambi appalto che inoltre devono essere limitati”.
Sciopero appalti treni, 24
settembre presidio a Firenze
e segreterie nazionali Filt Cgil,
Fit Cisl, Uiltrasporti, Fast e Ugl hanno proclamato la seconda azione di
sciopero, per l’intera giornata del prossimo 24 settembre, per i lavoratori
degli appalti pulizie ferroviari a seguito del mancato rinnovo degli
ammortizzatori sociali secondo quanto definito dal D.L. 148/15. "Tutto
questo - si legge in una nota - avviene in uno scenario dove le aziende del
gruppo Fs, che ad oggi non hanno mai dichiarato diminuzioni di lavoro,
sviluppano gare che vengono affidate con ribassi eccessivi, cambi continui
delle imprese affidatarie, frammentazione in lotti sempre più piccoli che
rendono difficile il mantenimento del livello occupazionale e mancate
applicazioni delle clausole sociali. I posti di lavoro a rischio in Italia sono
circa duemila su una platea di circa diecimila occupati a livello nazionale e
ad oggi il governo, al quale da tempo chiediamo di trovare le misure necessarie
atte ad evitare quello che rappresenterebbe un vero e proprio dramma sociale,
non è intervenuto. Al governo chiediamo inoltre la pubblicazione delle tabelle
di costo del settore, strumento necessario per evitare la sciagura dei ribassi
eccessivi".
Anche in Toscana ci saranno
pesanti ricadute occupazionali in quanto avremo decine di lavoratori in esubero
(quasi 50 su un totale di 700 lavoratori circa in Toscana). "Da circa
quattro anni lo scenario avrebbe dovuto vedere un aumento del numero dei
lavoratori grazie all’assegnazione del nuovo servizio di pulizia a bordo treno,
che invece, a causa di gare assegnate con ribassi eccessivi, ha prodotto ad
oggi precariato e in futuro produrrà esuberi". In occasione dello sciopero
di lunedì 24 settembre, i sindacati toscani Filt Cgil, Fit Cisl, UilTrasporti,
Fast e Ugl hanno organizzato un presidio coi lavoratori dalle 10 alle 12 in via
Cavour a Firenze davanti alla Prefettura.
Seleco apre a Trieste? Fiom e
Nidil, fare chiarezza
Con il terzo tentativo di
individuazione del sito produttivo della Seleco a Trieste si prolunga
ulteriormente quella che molti vedono come una possibilità occupazionale per la
città. Tuttavia, il percorso non è ancora chiaro e per questo Nidil e Fiom
locali hanno chiesto un incontro sia alla proprietà sia alla Regione.
“Vengono persone da noi a
domandarci dove si portano i curriculum – riferiscono i due segretari
provinciali Marco Relli (Fiom) e Gianni Bertossi (Nidil) – ma purtroppo la
risposta non c’è. Se da un lato la Regione per tramite del centro per l’impiego
dovrebbe essere punto di accoglienza per le assunzioni, dall’altro non ci
risultano percorsi formali ultimati in tal senso”
“A nostro avviso – concludono i
esponenti della Cgil – gli uffici pubblici potrebbero essere già operativi per
l’incontro domanda offerta, la raccolta dei curriculum e i colloqui, ma manca
un chiarimento da parte dell’azienda e un coordinamento più stringente da parte
della politica. Gli 8 mila disoccupati di Trieste, senza contare i sottoccupati
e i precari – conclude la nota – hanno bisogno di vedere in concreto il
realizzarsi di questa possibilità di lavoro e questa situazione di sospensione
e rimando sta creando disagio a chi versa in condizione di necessità”.
Imprese agromeccaniche Lombardia,
firmato integrativo
Federazione lombarda imprese di
meccanizzazione agricola, Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uila hanno firmato il
contratto integrativo territoriale dei dipendenti delle imprese agromeccaniche della
Lombardia. L'accordo, oltre a integrare il contratto nazionale prevedendo, ad
esempio, un adeguamento salariale di 10 euro al terzo livello e un aumento del
premio di continuità professionale, contiene alcuni aspetti che intendono
rispondere alla richiesta di stabilizzazione che arriva sia dagli imprenditori
agromeccanici sia dagli operatori, come la possibilità di costituire un monte
ore individuale maggiore e la possibilità di assumere più lavoratori stagionali
rispetto a quanto indicato nel contratto nazionale.
Candy, i lavoratori approvano
l'accordo
Nella giornata di oggi, 18
settembre, si è svolto in Candy il referendum sull’ipotesi di accordo
sottoscritto il 4 settembre in Assolombarda a Monza. Le lavoratrici e i
lavoratori di Candy hanno approvato l’accordo con il 65%. Così il segretario
generale della Fiom Monza e Brianza, Angela Mondellini: “Siamo molto
soddisfatti che le lavoratrici e i lavoratori di Candy abbiano espresso un
giudizio favorevole. Da mesi discutiamo di un’impostazione che tuteli tutta
l’occupazione e metta in sicurezza lo stabilimento di Brugherio”. Paolo
Mancini, coordinatore Rsu della Fiom ha aggiunto: “Abbiamo compiuto un atto di
grande coraggio e solidarietà che tutela il nostro posto di lavoro oggi, ma
anche in prospettiva futura”
Pomigliano, 56% di sì alla
piattaforma Fiom
È stata votata dal 56% dei
lavoratori degli stabilimenti Fca di Pomigliano e Nola l'ipotesi di piattaforma
per il rinnovo del contratto specifico realizzata dalla Fiom Cgil. Lo fa sapere
lo stesso sindacato dei metalmeccanici, sottolineando che dei 2.576 lavoratori
votanti sui 4.622 in organico tra Pomigliano e Nola, ben 2.394 hanno votato sì
all'ipotesi di piattaforma rivendicativa per la contrattazione, che ha visto il
coinvolgimento di 10 mila lavoratori del gruppo Fca-Cnhi, che hanno partecipato
alla ricerca sulle condizioni di lavoro e contrattuali di tutti gli
stabilimenti del gruppo.
“La grande partecipazione al voto
– hanno affermato dalla Fiom di Napoli – dimostra che i lavoratori vogliono
decidere sulle scelte che ricadono sulla loro vita lavorativa, soprattutto dopo
che sono state disattese le promesse di piena occupazione, migliori condizioni
di lavoro e salari tedeschi. I lavoratori di Fca – concludono i metalmeccanici
della Cgil – vogliono ritornare ad essere protagonisti e poter decidere attraverso
il voto, così come avviene per i metalmeccanici a cui viene applicato il
contratto nazionale di lavoro”.
Le assemblee svolte a Nola e
Pomigliano, che hanno anticipato il voto, hanno per il sindacato un significato
particolare. Proprio a Pomigliano, infatti, nel 2010 e nel 2011, si è aperta
“la questione relativa a uno scambio tra diritti e lavoro”. Ad oggi, le
promesse fatte da Fca non hanno trovato conferma in elementi concreti. Nelle
assemblee che hanno anticipato il voto si è discusso sia della situazione
industriale che di quella occupazionale, ma anche delle condizioni di lavoro.
Il sindacato ha anche proposto un questionario su cui ha raccolto oltre
diecimila risposte per capire le condizioni in cui concretamente si trovano a
lavorare gli operai.
Intersindacale medica, sanità
pubblica rischia il collasso
"Salvate il Servizio
sanitario nazionale e i suoi professionisti". Questo l'appello lanciato
dai sindacati della dirigenza medica, sanitaria e veterinaria alla vigilia
della presentazione della legge di Bilancio. In un nota inviata a governo,
Parlamento e Regioni, l'intersindacale chiede una precisa assunzione di
responsabilità rispetto a soluzioni concrete che scongiurino il collasso del
sistema sanitario italiano. "La prossima settimana sarà decisiva per dare
il via alla protesta della categoria", scrivono in un comunicato i
sindacati (Anaao Assomed, Cimo, Aaroi-Emac, Fp Cgil, Fvm, Fassid, Cisl Medici,
Fesmed, Anpo-Ascoti-Fials, Uil Fpl), che illustreranno le iniziative alla
stampa giovedì 27 settembre a Roma.
"La carenza dei medici e dei
dirigenti sanitari - si legge nella lettera - è l'emblema della mancanza di
programmazione dei fabbisogni di nuove leve di specialisti e di una progressiva
fuga delle professionalità sanitarie verso la sanità privata a causa di pessime
condizioni di lavoro e di trattamenti economici sempre meno gratificanti".
Il contratto di lavoro 2016-2018 riguarda 140 mila dirigenti, ma "dopo
nove anni di attesa - conclude la missiva - non ha alcuna possibilità di andare
a buon fine senza interventi legislativi adeguati nella prossima legge di
Bilancio che rappresentino la concretezza di una volontà politica nuova nei
confronti di medici, veterinari, farmacisti, psicologi, dirigenti sanitari
degli ospedali pubblici e del territorio

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