Redazione – Rassegna sindacale
21 settembre ’18
Acli,
Arci, Articolo 21, Avviso Pubblico, Centro studi Pio La Torre, Cgil, Cisl, Uil,
Federazione nazionale della stampa Italiana, Legambiente, Libera e Usigrai
hanno inviato stamattina una lettera a tutti i capigruppo parlamentari e ai
presidenti della Commissione Giustizia di Camera e Senato per chiedere che sia
istituita rapidamente la commissione parlamentare Antimafia e un incontro per
discutere dei contenuti del decreto sicurezza.
Nella
lettera si fa notare a senatori e deputati che con l’approvazione della legge
n. 99 del 7 agosto 2018 il Parlamento ha deliberato di istituire la commissione
parlamentare Antimafia anche nella XVIII Legislatura ma che, ad oggi, l’organo
parlamentare non è ancora stato attivato. “Si tratta di una mancanza su cui Vi
invitiamo ad agire rapidamente per porvi rimedio – è scritto nella lettera –
poiché le mafie non solo continuano a esistere ma rappresentano, insieme alla
corruzione, una seria, concreta e attuale minaccia alla nostra democrazia, alla
nostra sicurezza e al nostro sistema economico, come da tempo è scritto e
documentato in relazioni ufficiali inviate al Parlamento”. Le associazioni e i
sindacati chiedono inoltre un incontro alle forze politiche per discutere di
alcuni contenuti del decreto sicurezza, in particolare quelli afferenti ai beni
e alle aziende sequestrate e confiscate.
Si
legge nella lettera: “Dalla bozza di testo resa pubblica e che abbiamo
visionato, abbiamo letto che vengono proposte sensibili modifiche al Codice
antimafia attualmente in vigore, in particolare per quanto concerne i beni e le
aziende confiscate, inserendo, ad esempio, elementi di discrezionalità in seno
alle Prefetture e rivedendo il ruolo del Comitato di indirizzo dell’Agenzia
nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e
confiscati. Infine, la positiva previsione di assumere 70 persone in seno
all’Agenzia tramite concorso difetta di una copertura di risorse finanziarie”.
Le associazioni e i sindacati attendono fiduciosi una risposta dalle forze
politiche.

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