mercoledì 19 settembre 2018

ITALIA Il Sistema carcerario va riformato in tutto e per tutto.


Federico Pozzi  – Redazione Sinistra

20 settembre ’18

Lasciate affermi una banalità sorprendente: I bambini non devono stare in carcere. Neanche fossero figli di Salvatore Riina o Lucifero in persona.

Quello che è successo nel carcere di Rebibbia, dove una detenuta ha buttato giù dalle scale i suoi due figli, qualcosa che non deve più succedere, mai più. 

Una società si giudica da come tratta i suoi elementi peggiori . Perché?  Perché è facile trattare bene gli elementi migliori, molto più difficile trattare gli elementi equamente gli elementi peggiori, quelli che per un motivo o per un altro sono stati posti (o si sono posti volontariamente) fuori dalla società (o in alcuni casi addirittura contro la società). I Detenuti appartengono a questa categoria. Ancora una volta è però evidente il fallimento sociale italiano. Ovvero l'incapacità di reintegrare i detenuti nella società.

Secondo la costituzione il carcere dovrebbe avere un valore "rieducativo", non è dunque una sorta di gogna pubblica (o peggio ancora di vendetta pubblica), il carcere dovrebbe essere considerata una scuola e non una scuola di criminalità in cui chi entra impara molto spesso solo a delinquere meglio.

Associazioni come "Antigone" o "Nessuno tocchi Caino", da anni dicono che il nostro sistema carcerario non funziona, è in sofferenza, sovraffollato e con pochissime riforme, Un’analisi con la quale è impossibile non essere d'accordo.

Non bastassero i numerosi suicidi (veri o presunti) di detenuti, le storie di pestaggi (da parte di detenuti e guardie), gli assassini mirati, gli stupri, sarebbe sufficiente considerare il numero di detenuti per metro quadro a far rizzare i capelli in testa a chiunque (quattro detenuti per ogni metro quadrato disponibile, comprese quindi le aree non preposte a dormitorio, come le cucine o i bagni).

Oh sì, scommetto che molti di voi penseranno a quella magica soluzione che piace tanto ai "legalisti" di casa nostra (sempre con il sedere degli altri però perché quando tocca a loro diventano ultragarantisti) ovvero costruire più prigioni, bell'idea, anzi trasformiamo il mondo in un enorme galera, impariamo tutti a vivere nella nostra cella imbottita e a chiedere al superiore il permesso per pisciare.

Questo non può essere il sogno di nessuno semmai un incubo, quindi no, costruire più prigioni, alzare più sbarre è perfettamente inutile, come è inutile chiudere i porti.

Il sistema carcerario va riformato. Sarebbe bello eliminarlo, ma questo sarebbe possibile se fossimo nell'isola di Utopia, ma disgraziatamente la violenza esiste ed è giusto anche che chi commette atti violenti vada in prigione. Ma attenzione se ho posto l'accento sulla violenza non è un caso, anni fa (2003), in tempi più felici (o comunque in cui si usava di più la testa) l'associazione Antigone lanciò una campagna per la depenalizzazione di tutti i reati contro il patrimonio, cioé del 90% dei reati puniti in carcere, tutti i furti, gli scippi e persino le truffe venivano depenalizzati,

All'epoca mi ero posto fermamente contro, all'epoca ero un coglione (e lo dico apertis verbis) oggi che ho avuto modo di conoscere (per poco) il mondo carcerario e l'orrore che vi risiede, sono totalmente d'accordo, e ci sarebbe da parlare molto sul fatto che sia lo stesso sistema economico in cui viviamo ad alimentare questo tipo di reati, ma questo è un argomento per un altro articolo.

Certo capisco che vivo comunque in un mondo un pò utopico, perché ahimé nel frattempo la società ha preso tutta un’altra direzione rispetto a quello che speravo (e speravamo) all'epoca, oggi si parla di come "proteggersi meglio" da orde di non meglio specificati invasori pronti ad entrare in casa (e che c'è di meglio per proteggersi di un bel fucile d'assalto modello Ak-47 ? Arma per altro utilissima a distanza ravvicinata, in casa e di notte, di facile e praticissimo utilizzo, quasi come un alabarda del secolo XV), nonostante tutte le statistiche confermino un calo dei reati, sembra paradossale ma meno ci sono reati, più la gente chiede di avere in casa un mitra uzi o un badzooka (altre armi utilissime da usare in casa). Per me che mi occupo di migranti da una vita, non è neanche una strabiliante novità, anche loro infatti meno sono e più creano paure deliranti, irrazionali, da studio psichiatrico. Eppure rimane la soluzione migliore, i reati contro il patrimonio vanno depenalizzati, tutti i reati che non comprendano la violenza, vanno generalmente depenalizzati. Per la violenza è un pò più complicato, perché i violenti devono capire di essere stati violenti e possibilmente ci si deve assicurare che non ridiventino violenti appena usciti di prigione, di certo il nostro sistema carcerario non aiuta, anzi è ampiamente dimostrabile che detenuti che non erano violenti quando sono entrati in carcere, lo sono diventati dopo aver scontato la pena. Quindi i violenti vanno rieducati, cioé messi in prigione, ma non nelle prigioni odierne, ma in istituti carcerari dove vanno seguiti possibilmente da degli esperti, non sto parlando di cose impossibili, sto parlando di cose che già si fanno nei paesi scandinavi.

Si deve arrivare a comprendere la radice della loro violenza, certo ci sarà sempre un 1% che è violento perché gli piace la violenza, ma sono per l'appunto l'uno per cento, si tratta generalmente di casi psichiatrici, quanti volete che siano? Facciamo pure che fossero mezzo milione (e mi sono tenuto larghissimo, anzi ho sparato volutamente molto alto), una popolazione di mezzo milione di casi clinici non dovrebbe essere un problema per il nostro sistema carcerario, anzi si potrebbero persino demolire alcune carceri fatiscenti (San Vittore e Regina Celi tanto per fare due esempi), si risparmierebbero anche un sacco di soldi che consentirebbero alle carceri più "nuove" di essere migliorate concretamente (così magari un domani non diventeranno fatiscenti e schifose). Naturalmente poi bisognerebbe abolire quelli che io chiamo i "non reati" come ad esempio il reato di clandestinità, cioè il reato di esistenza in vita per i migranti senza permesso di soggiorno, come pure il reato sull'uso e/o possesso delle droghe leggere, questi non sono reati o almeno non dovrebbero esserlo . Di recente ho avuto un interessante discussione sul problema dei rimpatri dei criminali comuni di diversa nazionalità (rispetto alla nazionalità italiana), come sempre ho fatto notare che non si capisce perché dei criminali di diversa nazionalità debbano essere rimpatriati, a meno che nel loro paese non penda un mandato di cattura. In ogni altro caso il rimpatrio coatto è una misura punitiva senza alcun senso.

Ho già accennato come questa politica sia profondamente ingiusta in un articolo precedente, ma voglio qui sottolineare un altro aspetto :  la politica degli "indesiderabili" attuata negli anni 50 dagli americani che portava sulle nostre sponde gente come Lucky Luciano è una politica scema perché è controproducente, il criminale non smette di avere contatti (e quindi di agire ,spesso per interposta persona) nel paese dove è stato cacciato e inoltre può creare una solida rete anche nel paese dove è stato spedito (come fece Lucky Luciano), questo tipo di "pena" serve solo gli interessi della criminalità organizzata che riesce così ad estendere le sue braccia e i suoi collegamenti un po’ come il "soggiorno forzato" dei mafiosi al nord.

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