giovedì 13 settembre 2018

LA MIA OPINIONE La goliardia e i suoi fratelli


Federico Pozzi -  Redazione Sinistra
14 settembre 2018


Hanno infine trovato la soluzione magica, tutte le aggressioni, i morti, gli insulti, i pestaggi, sono tutte "goliardate", il termine è diventato di moda durante quest'estate dopo che un "geniale" figlio di un consigliere comunale del Partito Democratico ha lanciato un uovo che è finito nell'occhio di un atleta azzurra "casualmente" nera. Prima hanno detto che un uovo in un occhio non era una gran cosa, suvvia cosa sarà mai? (In merito suggerirei la cura "provare per credere". Suggerisco quindi di tirar un uovo in un occhio a quel genio che ha partorito questa cavolata, per informazione aggiungo che è stato l'esimio Signor Beppe Grillo, abitante nei pressi di Genova). 
Poi quando è venuto fuori che si è trattato del figlio di un consigliere P.D. è stata tirata fuori la storia della "goliardata", come se per qualche motivo sconosciuto ai più non potesse esserci un iscritto al P.D. (o un figlio di uno iscritto al P.D.) razzista, ho diversi anni di esperienza e vi assicuro che ci sono, anzi uno ha fatto il ministro nel governo Gentiloni (il cognome Minniti vi ricorda qualcosa?). 
Ma non è questo il problema (o per lo meno il problema principale), il problema è che pochi giorni dopo sono stati trovati i due ragazzini di 13 anni che avevano ferito con un fucile ad aria compressa un migrante, anche in quel caso i due hanno giustificato il gesto con le stesse identiche parole "goliardata" (per altro, dubito, come pare dubitarne anche qualche giornalista di "Repubblica" che i su detti sappiano cosa significhi nel vocabolario :"goliardata" ne che avessero mai sentito questa parola prima che i media la tirassero fuori in merito alla vicenda dell'uovo nell'occhio) e questo ha chiuso le tendine per lo meno quelle mediatiche del caso (fortunatamente non quelle legali), come se la "goliardia" fosse una giustificazione plausibile. 
Lasciatemi esprimere un concetto molto semplice la così detta  "goliardia" non è una giustificazione, né lo è mai stata, si diceva che per "goliardia" si facessero fare salti dalle torrette di guardia alle reclute della divisione paracadutisti "Folgore", fino a quando un ragazzo di diciannove anni, per quelle simpatiche uscite "goliardiche" non ci rimase ammazzato. Ma del resto la "goliardia" era il termine usato da Mussolini in persona per giustificare le incursioni delle squadracce fasciste e persino le botte a Pietro Gobetti o a Giovanni Amendola furono giustificate come "goliardata". 
Gli squadristi fascisti, le bande di picchiatori che terrorizzarono il paese, s'ispiravano direttamente oltre che ai reparti d'assalto della prima guerra mondiale (i famosi "Arditi" e del resto anche loro in qualche modo erano figli di un certo spirito "goliardico") al "goliardismo" universitario: canzoni oscene e volgari scherzi maschili sul sesso e la sessualità, rituali di "iniziazione" per i nuovi arrivati da parte dei "vecchi", logica di "noi" in quanto gruppo di "eguali" contro il mondo, violenza e ferocia come ostentazione della propria virilità e affermazione del proprio io. 
Lo stesso inno ufficiale del fascismo, "Giovinezza", nasce come inno goliardico (infatti viene cantato in un operetta dagli universitari di Alessandria che partono per il fronte della grande guerra )l'intimo nesso storico tra il fascismo squadrista e spirito goliardico universitario, condito con il sangue e la violenza delle trincee è stato profondamente analizzato in numerosissimi e seri testi storici a partire da Renzo De Felice.
La "goliardia" è il termine usato per giustificare i più atroci casi di bullismo, nonnismo o razzismo, che ha poco a che fare con il senso "giocoso", scherzoso del termine. La goliardia è il velo dipinto che nasconde l'orrore, l'escamotage per giustificare tutto e tutti. C'è molto del fascismo dei primordi (quello del 19-21 per intenderci) nelle "goliardate": la violenza come "gioco", la sopraffazione del più forte sul più debole, l'agguato dei molti (due o più) contro il singolo, che poi viene fatto passare per "scherzo", per "irrequietezza giovanile " o al massimo per scemenza, così invece di affrontare il problema e chiamare le cose con il loro nome si "rassicura" la maggioranza della popolazione: "Tranquilli sono solo degli scemi che hanno giocato non succede niente, tornate in spiaggia oppure guardatevi il prossimo servizio su quanto gelato consumeranno gli italiani quest'estate".
Questo era (ed è) il senso del discorso e così mentre compatiamo il povero "goliarda" scemo e della vittima non sentiamo più parlare (essa sparisce ,come in un gioco di prestigio), non ci accorgiamo dei piccoli (e grandi) gerarchi che crescono intorno a noi, non ci accorgiamo che questi saranno i futuri Kapò dei campi di concentramento e sterminio, chiediamo armi quando avremmo bisogno di intelligenze (e soprattutto di intelligenze critiche).
Ah, hanno sparato ad un altro migrante, ma tranquilli è stata solo un’altra goliardata, godetevi quest'altra giornata di sole, pensate alla salute (cioé fatevi i fatti vostri) e adesso va in onda la pubblicità.

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