Redazione Rassegna sindacale
6/08/2018
Riparte il confronto al Mise tra
Fim Fiom Uilm, Arcelor Mittal e i Commissari straordinari sull'acquisizione del
gruppo Ilva. La convocazione per oggi pomeriggio, 5 settembre, è arrivata da
parte di Luigi Di Maio venerdì scorso, solo due ore dopo l'annuncio dello
sciopero dei metalmeccanici previsto (e confermato) per l'11 settembre. Sul
tavolo del ministro del Lavoro ci sarà il piano occupazionale su cui la
distanza tra sindacati e azienda è profonda. Ma prima ancora la richiesta dei
sindacati stessi di fare chiarezza una volta per tutte sulla valutazione di
legittimità da parte del ministero della gara per l'aggiudicazione del gruppo
Ilva.
È infatti dal 6 agosto scorso che
i sindacati attendono notizie per la ripresa del negoziato. Un problema che
Fim, Fiom e Uilm hanno sottolineato in una missiva al presidente del Consiglio
Giuseppe Conte oltre che allo stesso ministro Di Maio. Nella missiva i
sindacati ricordano anche che “le risorse finanziarie sono ormai quasi esaurite
e il 15 settembre scadrà l'amministrazione straordinaria”. Fiom, Fim e Uilm,
dunque, confermano, “nel permanere delle condizioni attuali, la mobilitazione
generale di tutto il gruppo Ilva”.
Sul futuro del gruppo siderurgico
nei giorni scorsi è intervenuta anche Susanna Camusso. “Il governo deve
assumersi la responsabilità di dire se la vendita c'è o non c'è – ha detto il
segretario generale Cgil –. Notiamo una tendenza a scaricare sugli altri
soggetti: questo è inaccettabile. Pensiamo non ci sia più tempo, nel senso che
non è che prendendo tempo, rinviando la decisione e chiamando in causa altri il
tema si risolve”.
“Come hanno detto le categorie
nazionali chiedendo un incontro al ministro – ha aggiunto –, ribadiamo che il
governo ci deve dire se la vendita è stata effettuata oppure no. E, a partire
da quello, deve dirci come si determinano le risposte che vanno ancora date in
termini ambientali, quelle che riguardano l'occupazione, i salari, l'accordo di
programma. Parliamo di una vendita e di risorse finanziarie, il governo deve
decidere”.
Al tavolo odierno al Mise non ci
saranno solo i sindacati dei metalmeccanici, ma anche quelli di trasporti e
chimici, essendo comprese nel perimetro Ilva, e quindi soggette a cessione,
anche aziende diverse come, per esempio, Taranto Energia, le cui centrali
sostengono l'approvvigionamento energetico del sito di Taranto, o Ilva servizi
marittimi, che gestisce la flotta delle navi per il trasporto delle materie
prime.

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