Ilaria Romeo- Rassegna sindacale
14 settembre 2018
14 settembre 2018
Da bracciante poverissimo e
semianalfabeta nella Puglia dei primi anni del Novecento a
fondatore del più grande sindacato dell’Italia democratica, deputato
all’Assemblea costituente, esponente di spicco del Pci nel dopoguerra e
presidente della Federazione sindacale mondiale. Una vita, quella di Giuseppe
Di Vittorio (1892-1957), avventurosa e intensa, che spesso sfiora i confini
della leggenda, senza però mai perdere di vista i valori più preziosi: il
lavoro e la democrazia.
Se Togliatti è il capo
(della classe operaia), Di Vittorio è il mito, un mito che nasce dalla
sua identificazione totale con il mondo del lavoro, in un riconoscimento
trasversale e assoluto. Un’enorme capacità di leadership che, assieme alla sua
immensa umanità, emerge con chiarezza dalla mostra “Giuseppe Di Vittorio, eroe
del lavoro”, che viene inaugurata oggi (13 settembre) a Lecce alle ore 20
nei suggestivi locali del Castello Carlo V nella prima delle Giornate del
lavoro alla presenza del segretario generale della Cgil Susanna Camusso.
La mostra, impreziosita da una selezione
di ritratti di Giuseppe Di Vittorio, provenienti dalla raccolta
d’arte di corso d’Italia e da 9 film dello sterminato patrimonio Aamod, si
compone di 21 pannelli dedicati a momenti diversi della vita del sindacalista
di Cerignola. Dalla Puglia delle origini alla segreteria confederale, dal
murales “Giuseppe Di Vittorio e la condizione del Mezzogiorno” –
recentemente restaurato – agli artisti di strada dei quartieri a Nord della
capitale, dalle lettere ai dipinti, dai graffiti ai fumetti, i documenti
riprodotti all’interno della esposizione* raccontano l’uomo Di
Vittorio, la sua splendida umanità e il suo rapporto unico e assoluto con il
popolo.
“Lo volevano bene anche
le pietre”, dicevano i suoi braccianti, ed è proprio questa l’immagine che
i documenti restituiscono: quella di una persona presente, empatica e attenta,
dall’immensa personalità e carica umana. Un uomo, prima che un politico o un
sindacalista, circondato da affetto vero, amato da familiari, compagni e
lavoratori, stimato dagli stessi avversari come antagonista duro, ma leale.
Dal primo comizio al funerale, le
immagini e le carte selezionate e riprodotte consentono una
narrazione diversa degli avvenimenti storici dell’Italia dagli anni venti
agli anni cinquanta, raccontando in una forma squisitamente umana e personale
delle rappresaglie, degli eccidi, della disoccupazione, in generale del clima
politico, economico e sociale di un’Italia che riesce a uscire da una dittatura
e da una guerra devastanti in senso materiale e ancor più morale, e che però
combatte e lotta, senza arrendersi, riconoscendo in Giuseppe Di Vittorio una
guida sicura, da seguire e nella quale riporre fiducia.
Guarda il catalogo on line della
mostra su www.cgil.it

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