Bruna Alasia – Pressenza
Italia
17 Settembre 2018
Ispiratore della storia di
“Sembra mio figlio” di Costanza Quatriglio è Mohammed Jan Hazad, profugo
Hazara, partito dall’Afghanistan e arrivato in Italia da bambino dopo aver
attraversato il Pakistan, L’Iran, la Turchia e la Grecia per mettersi in salvo
dai talebani. Dal giorno della sua fuga non ebbe più notizie di sua madre. La
comunità di Jan Hazad è una delle più perseguitate del globo. Gli Hazara nei
secoli scorsi costituivano la maggiore etnia dell’Afghanistan, ma a causa delle
continue vessazioni oggi approssimativamente rappresentano circa il 9% della
popolazione afghana. Ricordate i famosi Buddha di Bamiyan, distrutti agli inizi
del millennio dai talebani? Furono, secondo alcuni, edificati dagli Haraza.
Purtroppo la stampa diede più risalto alla distruzione delle statue che alle
sofferenze dei loro discendenti in carne e ossa.
Nel film di Costanza Quatriglio
Jan si chiama Ismail ed è interpretato da un non professionista, Basir Ahang,
vero Hazara, giovane dai lunghi capelli e dai tratti mongoli come i
protagonisti delle avventure di Gengis Khan da cui, secondo alcuni, proviene
questo popolo. Certi dialoghi, con sottotitoli, sono nella suggestiva autentica
loro lingua. Il racconto narra come Ismail, in Italia con il fratello Hassan
provato dalle torture dei talebani, abbia raggiunto un equilibrio faticoso con
dignità. Il suo attuale cruccio è riuscire a rivedere la madre che, dopo oltre
un ventennio, ha rintracciato per caso. Quando in Afghanistan infuriava la
guerra, la povera donna aveva supplicato i due figli di scappare: unica
soluzione atta a salvare la pelle. Ora Ismail vorrebbe incontrarla. Ma quando
la chiama lei non lo riconosce.
Il lungometraggio della
Quatriglio, oltre che documento utile e mancante alla conoscenza dei più, è
l’appassionante avventura di un figlio disgiunto dalla propria madre, di un
uomo diviso tra due culture e due mondi dei quali sente più vicino quello che
ora soddisfa la sua identità. Film che, aperto a molte soluzioni possibili,
diventa emblema universale. La regista lo ambienta a Trieste, città di
frontiera che, più che il confine italiano, rappresenta quello europeo. “Sembra
mio figlio” è storia di esseri umani e di continenti che s’incontrano e scontrano,
mescolando culture che richiedono sintesi per tradursi in crescita. Alla
conferenza stampa è stato più volte rilevata la speranza che l’opera possa
essere occasione di dibattito sull’assurdità del genocidio di ogni popolo e
sulla comprensione delle cause della migrazione.
DATA USCITA: 20 settembre 2018
GENERE: Drammatico
ANNO: 2018
REGIA: Costanza Quatriglio
ATTORI: Hazara Basir Ahang,
Dawood Yousefi, Tihana Lazovic
PAESE: Italia, Croazia, Belgio
DURATA: 103 Min
DISTRIBUZIONE: Ascent Film

Nessun commento:
Posta un commento