Redazione – JOBnews
6/08/2018
Sui vaccini, a due settimane
dalla riapertura delle scuole, il caos e l’incertezza regnano sovrani. Per ora
l’unica norma del Ministero della Salute è la circolare della ministra Giulia
Grillo che, in deroga alla legge Lorenzin, allunga di un anno
l’autocertificazione come documento necessario per entrare in classe. Ma la
battaglia è aspra, la confusione anche e le rassicurazioni del ministro dell’Istruzione,
evidentemente non bastano. Marco Bussetti ha di nuovo confermato che
“l’autocertificazione viene presentata dalla famiglia che si assume la
responsabilità, i dirigenti scolastici non hanno alcuna responsabilità in
questa materia che è di competenza del ministero della Salute”. Ma i presidi
sono preoccupati come anche i medici, i pediatri e i sindaci. E le Regioni sono
sul piede di guerra e cercano di contrastare lo stop all’obbligo dei vaccini
per iscriversi a scuola. Il Lazio, l’Umbria, le Marche e la Toscana sono pronte
ad approvare leggi che vanno in senso opposto, anche in Emilia-Romagna si sta
ragionando su come reagire. Il Piemonte sta studiando una legge ad hoc e
accetta solo autocertificazioni delle prenotazioni alla Asl. La Sardegna, come
la Campania, si sta indirizzando verso una legge tutta sua. La confusione e la
rabbia sono anche nutrite dalle prospettive future in materia di vaccini. In
futuro, come più volte annunciato, l’Italia si aspetta ‘l’obbligo flessibile’,
ossia norme declinate a seconda dei dati delle coperture vaccinali. In
Parlamento, inoltre, sono passati in Senato due emendamenti al Milleproroghe
del Movimento Cinque Stelle e della lega, che danno il via libera all’ingresso
a scuola senza documenti, rimandando tutto al prossimo anno scolastico. Il
decreto arriverà l’11 settembre alla Camera.
Il ministro Bussetti cerca di
dettare le regole ai presidi, ma i rischi dell’autocertificano pesano. Il Pd:
il ministro “prepara le condizioni pr il caos”
“I presidi volendo possono accettare
l’autocertificazione” dei genitori sull’avvenuta vaccinazione dei bambini per
l’ingresso a scuola, ha spiegato il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti.
“L’autocertificazione – ha detto – è una responsabilità che si assume la
famiglia, di dichiarare che questo bambino è stato vaccinato: i presidi si
devono comportare a norma di legge, che parla chiaramente da questo punto di
vista. Con i dirigenti scolastici è stato chiarito che non hanno nessun tipo di
responsabilità, perché le responsabilità sono di coloro che firmano
l’autocertificazione”, ha concluso Bussetti. “Sui vaccini stiamo assistendo a
un indegno e pericoloso scaricabarile sulla pelle dei bambini”, ha dichiarato
Elena Carnevali della presidenza del gruppo Pd alla Camera, a proposito delle parole
del ministro dell’Istruzione Bussetti in merito alla questione delle
certificazioni scolastiche sui vaccini. “Il ministro dell’Istruzione Bussetti –
spiega – prima partecipa alla conferenza stampa congiunta con la ministra
Grillo sulla proroga delle autocertificazioni, precisando che l’accesso ai
servizi educativi è a carico degli istituti, attraverso controlli a campione.
Oggi, invece, afferma che quelle stesse certificazioni sono di competenza del
ministero della Salute, che le responsabilità delle eventuali
autocertificazioni non veritiere sono dei genitori ma i controlli, come
specifica la circolare della Grillo, sono in capo alla scuola. In questo modo
il governo prepara le condizioni per il caos. La smetta di giocare allo
scaricabarile sulle pelle dei bambini e faccia una volta per tutte chiarezza,
tenendo conto della salute dei più piccoli, delle esigenze di istituti
scolastici, presidi e Comuni e non solo di squallidi calcoli elettorali”,
conclude.
Anche Le Monde interviene sul
caos vaccini in Italia. E argomenta a favore dell’obbligatorietà
La questione dei Vaccini in
Italia torna ad acquistare attenzione internazionale: il quotidiano francese
‘Le Monde’ gli dedica un lungo articolo, dal titolo “Italia: il governo attacca
la vaccinazione obbligatoria”, ripercorrendo gli sviluppi recenti, dalla legge
Lorenzin che ha reso obbligatori 10 Vaccini per tutti da 0 a 16 anni
all’intenzione del nuovo governo Lega-M5s di rinviare la disposizione all’anno
scolastico 2019-2020, fino alla circolare sull’autocertificazione sufficiente
per entrare in classe. Spazio viene anche dato al nuovo progetto di legge
depositato al Senato dai due partiti di maggioranza che prevede “l’obbligo
vaccinale flessibile”, cioè il ricorso all’immunizzazione solo nelle Regioni o Comuni
dove ci sono tassi più bassi di copertura vaccinale o emergenze epidemiche.
“Una sciocchezza secondo la comunità scientifica”, sottolinea ‘Le Monde’, che
riporta le parole di Alberto Villani, presidente della Società italiana di
Pediatria, e del professore di microbiologia Roberto Burioni. Per concludere
con l’appello di Pier Luigi Lopalco, coautore di uno studio pubblicato sulla
rivista scientifica “Human Vaccines and Immunotherapeutics”, che ha esortato il
governo a depoliticizzare il dibattito: “I Vaccini ci sono per creare una
reazione immunitaria positiva, non sono un’arma ideologica”.
Il dramma dei plessi scolastici
non a norma, diffusi ovunque. Metà quelle certificate, solo il 30% in possesso
di regolare certificazione antincendio
“Abbiamo rilevato che in molti
istituti è assente la certificazione per quanto riguarda gli impianti elettrici
e termici a norma o la dichiarazione di valutazione dei rischi, che devono
essere rilasciate per consentire ai dirigenti scolastici di svolgere il proprio
lavoro. Sono circa il 50% le scuole certificate con le dichiarazioni di
valutazione dei rischi, sull’antincendio sono, invece, solo il 30%. Abbiamo
davanti un lavoro importante da realizzare”, ha detto il ministro Marco
Bussetti. “Abbiamo un monitoraggio nazionale preciso e sappiamo che per molti
edifici scolastici la certificazione è ancora carente. Evitiamo allarmismi e
chiusure preventive, però”. Il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti,
intervistato dal Mattino, si dice “pronto a discutere con l’Anci” la richiesta
dei sindaci di un provvedimento di tutela. “Per quanto mi riguarda – spiega –
sto facendo di tutto per accelerare e semplificare, mettendo intanto a
disposizione le risorse per i certificati di vulnerabilitaà sismica, che
andranno predisposti entro fine 2018”. Sugli edifici “non c’è un allarme”,
assicura Bussetti. “E poi ribadisco che ci sarà un’operazione trasparenza: a
settembre tutti potranno consultare online i dati e avere una fotografia delle
condizioni degli edifici scolastici, dal punto di vista sismico, antincendio e
così via”. “Dove non c’e’ un certificato non vuol dire che esiste
effettivamente un problema di sicurezza”, osserva il ministro. “Le
certificazioni però vanno fatte in modo sollecito affinché si possano
programmare gli interventi per la messa in sicurezza di tutti gli istituti. A
me tocca il compito di mettere ciascuno in condizioni di operare, sbloccando le
risorse incagliate che ci sono”.
Il dramma della Sicilia, rivelato
dal presidente della Regione Musumeci. A Messina, il sindaco chiude 108
istituti
“Dobbiamo prendere consapevolezza
del problema e per questo motivo costituiremo, la prossima settimana, un’unità
di crisi che si riunirà periodicamente per capire come sta procedendo il lavoro
di ricognizione sugli istituti scolastici. Abbiamo bisogno di nuovi tecnici, di
un confronto con i nove prefetti dell’Isola e i comandanti provinciali dei
vigili del fuoco. Serve una sinergia tra istituzioni dello Stato, regionali e
locali: questo è il ruolo che la Regione vorrà svolgere. Assieme ai sindaci e
ai presidenti delle ex Province, sono sicuro che, entro qualche anno potremo
uscire anche da questa condizione di emergenza”, ha rivelato il presidente
della Regione Siciliana Nello Musumeci a margine della riunione – convocata a
Palazzo d’Orleans – sulla sicurezza negli edifici scolastici in Sicilia.
All’incontro erano presenti anche gli assessori regionali all’Istruzione
Roberto Lagalla e alle Infrastrutture Marco Falcone, oltre ai sindaci delle
città metropolitane di Palermo, Catania e Messina, ai commissari straordinari
dei Liberi consorzi di Comuni di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Ragusa,
Siracusa e Trapani, al presidente dell’Anci Sicilia, al direttore dell’Ufficio
scolastico regionale e al dirigente regionale del dipartimento Istruzione e
formazione professionale.
Messina: i 108 plessi scolastici
di competenza comunale e i 65 su cui vigila la Città metropolitana devono
ancora acquisire la ‘patente’ di agibilità e danno nell’emergenza sismica, la
Scheda Aedes, per la quale Messina è stata indicata città pilota in Sicilia.
Attualmente restano in vigore le ordinanze di chiusura che, nelle intenzioni
del sindaco De Luca, saranno revocate solo sulla base della certificazione
Aedes e dell’approvazione della proroga prevista dal provvedimento
Milleproroghe in discussione alla Camera, che farebbe slittare a fine anno
l’obbligatorietà del possesso delle certificazioni. Intanto, il prefetto di
Messina Maria Carmela Librizzi, dopo che il dirigente scolastico regionale ha
confermato l’apertura delle scuole il 12 settembre, ha invitato
l’amministrazione comunale ad accelerare le verifiche già pianificate in sede
regionale e, qualora dovesse permanere la chiusura di alcuni plessi scolastici,
ad individuare con urgenza valide soluzioni che consentano di garantire lo
svolgimento delle lezioni.

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