Beppe Pisa – JOBnews
6/08/2018
A due settimane dall’inizio
dell’anno scolastico la confusione sembra regnare sovrana. Mancano presidi,
maestri, professori, insegnanti di sostegno. I giorni passano e se le questioni
non si affrontano con soluzioni concrete peggiorano o nella migliore delle
ipotesi restano lì. Gli studenti, gli operatori scolastici, docenti e
insegnanti invece hanno diritto ad avere una scuola di qualità. Tutti. E non
solo a parole. E naturalmente dietro l’angolo del primo giorno di scuola resta
vivo più che mai il tema dei vaccini con tutto quello che ne consegue rispetto
alla salute pubblica e allo stesso diritto all’istruzione. Il governo
gialloverde sta caratterizzandosi in tutti i campi per superficialità e
dilettantismo. Appare evidente che anche per quanto riguarda la scuola fa di
tutto per non essere da meno: bocciato. L’attuale ministro dell’Istruzione, il
leghista Marco Bussetti, erede di
vent’anni di sconclusionate riforme della scuola e interventi criminali
di riduzione costante delle risorse, non può far altro che gettare acqua sul
fuoco delle polemiche e tranquillizzare il mondo della scuola, comprese le
rappresentanze sindacali, che con lui hanno avuto una serie di colloqui negli
ultimi giorni di agosto. Vediamo negli articoli dedicati dal nostro quotidiano
alla scuola i principali punti di frizione e di preoccupazione nell’incipiente
apertura di asili, materne e scuole di ordine e grado.
Il calendario dell’anno
scolastico 2018-2019
Intanto, questo il calendario: i
primi a rientrare in classe sono gli studenti di Bolzano, il 5 settembre. A
Roma e in Lazio si andrà a scuola dal 17 settembre, come in Emilia, Liguria,
Toscana, Calabria, Sardegna. L’ultima sarà la Puglia dove le lezioni
inizieranno il 20 settembre (ma con l’autonomia scolastica può essere scelta
una data diversa a patto di rispettare il numero di giorni di lezione). Questo
l’elenco delle festività e dei ponti fissato per il 2019 secondo quanto
stabilito dal Miur: tutte le domeniche;
1 novembre – 8 dicembre – 25 dicembre – 26 dicembre – 1 gennaio – 6 gennaio –
21 aprile – Pasqua – 22 aprile, Lunedì dell’Angelo – 25 Aprile, Festa della
Liberazione – 1 maggio, Festa del Lavoro – 2 giugno, Festa della Repubblica –
Festa del Santo Patrono. Termine delle lezioni: 8 giugno 2019.
Il ministro Bussetti illustra il
suo programma di governo per la scuola: “cambiare senza strappi la Buona scuola
di Renzi”
“La Buona Scuola è da sostituire,
andrà sicuramente rivista, ma non con un strappo secco, una riforma nuova
immediata, che si andrebbe ad inserire a sua volta in una situazione che è
ancora ricca di contenziosi e situazioni da aggiustare”, ha detto il ministro
dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti intervistato in
tv sui temi di ‘Scuola, ricerca e vaccini’. “La Buona Scuola si inseriva su
tutta una serie di riforme precedenti che non erano mai state attuate
pienamente, era un sistema un po’ fragile – ha aggiunto il ministro -. Abbiamo
già iniziato ad intervenire su alcuni aspetti che dovevano essere corretti:
abbiamo tolto la chiamata diretta, abbiamo tolto il comma 131, stiamo
intervenendo su tanti altri aspetti. Piano piano cerchiamo di aggiustare,
mettere ordine e fare chiarezza nel mondo della Scuola. Perché il nostro è un
servizio pubblico e deve essere di qualità. Stiamo cercando di arrivarci a
passi non brevi, ma ponderati. Quando avremo sistemato le cose interverremo e
faremo la nostra riforma”.
Tra i primi provvedimenti
annunciati dal ministro, la riforma dell’alternanza scuola-lavoro, il contratto
dei docenti entro dicembre e i concorsi
Negli ultimi giorni il ministro
dell’Istruzione Marco Bussetti ha iniziato a parlare di alternanza Scuola lavoro:
vuole diminuire le ore nei licei ed aumentare l’enorme carico negli istituti
tecnici e professionali. “Arriveremo più o meno a metà delle ore di
ccuola-lavoro nei licei, gli studenti degli istituti tecnici ne faranno alcune
di più, perché è un’esperienza che ha avuto risultati positivi ma è stata molto
faticosa e non sempre funziona. E soprattutto non voglio che sia al centro
dell’esame orale della Maturità”, il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti,
intervistato dal Corriere della Sera, ha annuncia to il cambiamento. “Stiamo
provando a inserirlo nel Milleproroghe che sarà alla Camera l’11 settembre: se
ci riusciamo, si cambia da quest’anno, altrimenti dal prossimo”. “Dobbiamo
cambiare impostazione della didattica, usare le nuove tecnologie, insegnare a
relazionarsi con i social media, valorizzare il public speaking e il debate,
puntare sulle materie Stem (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica)”, ha
affermato Bussetti. Sugli investimenti, “non credo che ne servano molti, il
tablet sarà il nuovo quaderno tra pochi anni, possiamo usare meglio
investimenti fatti”. Sui docenti, “abbiamo gli insegnanti più vecchi d’Europa,
ma presto moltissimi di loro andranno in pensione e dunque si farà largo ai
giovani”. Quanto ai presidi, “i dirigenti potranno prendere servizio dopo la
prova orale, se la passeranno, senza dover fare i quattro mesi” di corso.
“Proprio ieri ci siamo trovati con le organizzazioni sindacali a discutere di
tanti aspetti e argomenti legati al futuro ed è emerso il tema della
retribuzione dei docenti, perché il contratto dei docenti entro il 31 dicembre
va rinnovato e noi vogliamo farlo, ma vogliamo anche cercare di ridare dignità
al ruolo del docente, responsabilizzandolo, ma soprattutto facendo sì che
diventi una pietra angolare del nostro sistema di istruzione e formazione,
perché i ragazzi hanno bisogno di docenti non solo preparati, ma anche attenti
alle loro esigenze”.
Ma gli studenti restano sul piede
di guerra. Il 12 ottobre manifestazione nazionale per la Scuola Aperta
Un piano che non convince
l’Unione degli Studenti, che il 12 ottobre ha indetto una manifestazione per
chiedere un Codice Etico e per una Scuola Aperta. “Nonostante lo sciopero degli
studenti e delle studentesse lo scorso 13 Ottobre denunciasse gli effetti
negativi di questo modello di alternanza, non pare ci siano soluzioni da questo
nuovo inistro dell’Istruzione”, dice Giulia Biazzo, coordinatrice nazionale del
sindacato studentesco Unione degli Studenti. “E’ preoccupante – aggiunge – che
Bussetti voglia aumentare ancora di più le ore di alternanza per tecnici e
professionali mentre le diminuisce nei licei, ampliando il divario tra
conoscenze teoriche e pratiche: ancora una volta non è stato chiesto prima un
confronto con gli studenti e nessun piano di modifiche sostanziali è stato
proposto per risolvere i problemi sollevati dagli studenti”. “Al posto
dell’alternanza scuola-lavoro di Renzi e di Bussetti siamo convinti che ci sia
bisogno di percorsi che in tutte le scuole, istituti professionali, tecnici e
licei, mettano insieme il sapere teorico e quello pratico, che non siano
subordinati alle attuali dinamiche di mercato e di impresa, ma che ci
permettano di metterle in discussione, di immaginare e costruire una nuova
modalità di lavoro e produzione – continua Biazzo – attraverso le commissioni
paritetiche, che già abbiamo conquistato in decine di scuole, vogliamo
costruire un’istruzione Integrata che sappia superare l’attuale divisione tra
conoscenze teoriche e competenze pratiche in maniera classista”. “Contro la divisione
tra scuole di Serie A e serie B, per l’Istruzione Integrata e per un Scuola
diversa inizieremo dal primo giorno a mobilitarci in tutte le scuole ed il 12
Ottobre bloccheremo il Paese: è tempo di Scuole Aperte”.
Altra grana per il nuovo ministro
i docenti che dovranno fare un altro anno di supplenza pur avendo conquistato
il ruolo
Molti docenti che pensavano di
aver conquistato il ruolo, resteranno invece parcheggiati ancora un anno come
supplenti, a causa della mancata approvazione delle graduatorie nei termini
stabiliti. Questa lacuna burocratica del Miur lascerà scoperte numerose
cattedre e non consentirà, quindi, di mantenere fede all’impegno assunto dal
governo gialloverde di assumere a tempo indeterminato oltre 57 mila docenti.
Inoltre, molte graduatorie sembra siano state approvate in via provvisoria e
con molti errori, il più frequente dei quali l’assegnazione di punteggi
inferiori rispetto a quelli maturati dai candidati. Un esempio di questa
incresciosa situazione viene dalla Calabria, da Cosenza. Gli insegnanti
cosentini che sono stati assegnati in scuole del Nord hanno manifestato davanti
alla sede dell’Ufficio scolastico provinciale. I docenti lamentano come, pur
avendo fatto domanda di assegnazione nella provincia di appartenenza, ad ormai pochi
giorni dall’inizio della ccuola non abbiano ancora ricevuto risposte, e quindi
non sanno ancora quale sarà la loro sede di lavoro, con i disagi del caso se
dovessero poi davvero spostarsi in città nelle quali non hanno trovato un
alloggio. La problematica riguarda un migliaio di insegnanti.
E infine, i presidi. Mancano in
organico oltre 1700 unità. Per il ministro, “questi dati corrispondono alla
realtà. Noi abbiano già avviato la prima procedura concorsuale, la precedente
risaliva al 2011, per coprire queste mancanze. La nostra amministrazione ha
assunto molto negli anni ’70 e ’80 per cui adesso ci troviamo un settore come
quello dei docenti o dirigenti che andranno in pensione tra qualche anno e
abbiamo la necessità di un riciclo. Opereremo altre procedure concorsuali per
andare a colmare questa differenza di posti”, ha promesso Marco Bussetti ospite
a Omnibus su La7. Insomma, anno scolastico nuovo vita nuova? Purtroppo non sarà
così. E lo dimostrano gli altri due temi sui quali occorre concentrare l’attenzione
dell’opinione pubblica: la sicurezza sanitaria fornita dalle vaccinazioni
obbligatorie e documentate, e la sicurezza dei luoghi di studio e di lavoro. Lo
facciamo nel prossimo articolo.

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