La
protesta civile di un gruppo di catanesi al molo dove è attraccata la nave
della Guardia Costiera con 177 persone a bordo. “E’ il simbolo della città,
siamo una terra accogliente, vogliamo farlo vedere. Tante persone dalla nostra
parte”
Il redattore sociale
23 agosto 2018
“Noi Catanesi compreremo subito
177 Arancini da Savia...(Facemu ducentu va') e almeno 600 olivette di Sant'
Agata e andremo tutti insieme al Porto...ad ACCOGLIERE. Proposta di un amico.
Tutti pronti! #Diciotti”. E’ questo il tweet postato ieri sera dall’attrice
Nellina Laganà che ha lanciato ufficialmente l’iniziativa dell’"arancino
solidale" al porto di Catania, dove da due giorni è attraccata la nave
della Guardia costiera con a bordo 177 persone soccorse in mare. Mentre dopo 7
giorni dal salvataggio in mare non è ancora arrivata l'autorizzazione allo
sbarco, alcuni cittadini hanno deciso così di manifestare sdegno per quanto sta
accadendo. A bordo della nave ci sono infatti anche donne e minori.
L’idea della protesta è stata di
un altro attore, Silvio Laviano. “Insieme anche a un'altra amica attrice, Giusy
Marrano, ci siamo detti: perché non lo facciamo realmente? Portiamo un
arancino, non per darlo ai migranti, visto che non ci lasceranno avvicinare, ma
come simbolo dell’accoglienza della nostra città di Catania - afferma -. Non è
un’iniziativa politicamente orientata, ma una protesta civile, anche se
chiaramente siamo contro un certo modo di pensare, alla Salvini - aggiunge
l’attrice -. La nostra terra, la Sicilia, è sempre stata accogliente e noi
vogliamo dimostrarlo”.
L’appuntamento è alle 20,30 al
porto, in prossimità del Molo dove è attraccata la Diciotti. “In queste ore
tantissime persone mi stanno scrivendo per partecipare. C’è chi mi ringrazia
per il gesto, chi mi chiede come aiutare. Una persona voleva addirittura fare
un bonifico per comprare gli arancini - aggiunge Laganà -. Questo vuol dire che
ci sono persone che non hanno paura di mostrarsi solidali”. Dopo l’annuncio
della manifestazione Laganà ha ricevuto anche tweet di critica. “Qualcuno mi ha
chiesto se portavo gli arancini anche ai bambini italiani. Ho risposto: ditemi
dove li tengono reclusi e vado subito”. (ec)

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