L'intervento
delle sigle di categoria: "Qualunque soluzione si adotterà nei contratti
delle concessioni autostradali, è fondamentale tutelare l'occupazione degli
addetti coinvolti. Si ricordi che queste persone da anni assicurano la mobilità
nel Paese"
Redazione – Rassegna sindacale
23 agosto 2018
Dopo il disastro di Genova,
qualunque decisione si prenderà, è necessario garantire la continuità
occupazionale dei lavoratori coinvolti: tutti i posti di lavoro vanno
mantenuti. Questa la posizione espressa oggi (22 agosto) dai sindacati di
categoria. “Qualunque soluzione interverrà nella gestione dei contratti delle
concessioni non dovrà, in ogni caso, porre alcun pregiudizio per la continuità
occupazionale di tutte le lavoratrici ed i lavoratori coinvolti, sia diretti
che indiretti”. Lo affermano unitariamente le organizzazioni sindacali di Filt
Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Sla Cisal e Ugl Viabilità/Logistica, in merito
alle possibili decisioni del governo sulle concessioni autostradali.
Le sigle evidenziano “il valore
del lavoro finalizzato ad assicurare, in tutti questi anni, la mobilità delle
persone nel Paese”. Secondo le organizzazioni sindacali, dunque, “le tante
parole e le possibili strumentalizzazioni devono lasciare spazio ai fatti
concreti, e di fronte a proposte e progetti seri e costruttivi siamo pronti,
come sempre abbiamo fatto, a dare il nostro contributo”.
Il primo dovere di un Paese
civile, a loro avviso, "è quello di accertare in tempi rapidi tutte le
responsabilità, in modo da rendere giustizia alle persone coinvolte nella
tragedia. Inoltre, tutti i soggetti interessati devono essere impegnati ad
assicurare a Genova la più rapida ricostruzione del sistema infrastrutturale
danneggiato, vitale per il tessuto economico e sociale della città e
dell’intero Paese".
Più in generale occorre garantire
al Paese "un sistema complessivo di infrastrutture, in ogni sua forma
adeguato e sicuro, a partire dalla manutenzione delle opere già esistenti e da
una seria progettazione ed esecuzione per le opere future. È tempo di scelte
non più rinviabili - concludono le organizzazioni sindacali - che mirino ad un
moderno sistema infrastrutturale di insieme, che guardi al futuro della
mobilità delle persone e delle cose”.

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