Decreto
Di Maio. Sarà possibile avere il 30% di precari in organico, 10% in più del
passato
Adriana Pollice, Il manifesto
3 Agosto 2018
Le norme sui contratti del Dl
dignità modificano le liberalizzazioni introdotte dall’ex ministro Giuliano
Poletti: la durata dei contratti a termine scende da 36 a 24 mesi, le proroghe
passano da 5 a 4. Il contratto è libero solo per i primi 12 mesi, per
rinnovarlo sono necessarie le causali: gli imprenditori devono specificare le
ragioni per le quali si intende proseguire con un rapporto a tempo come, ad
esempio, esigenze connesse a incrementi temporanei, necessità estranee
all’attività ordinaria o ferie. In assenza delle causali, il contratto si
trasforma automaticamente in indeterminato.
A ogni rinnovo i contributi
crescono dello 0,5%. Per i contratti della Pubblica amministrazione e per gli
stagionali resta tutto invariato e non si applicano le causali. Sale da 120 a
180 giorni la finestra per impugnare un contratto a tempo. Maggiori anche i
costi dei licenziamenti in caso di illegittimità, che salgono del 50%:
l’indennizzo cresce, infatti, da 4-24 mensilità previste dal Jobs act a 6-36
mensilità. Aumenta fino a 27 mensilità (da 18) in caso di conciliazione.
Le aziende potranno assumere con
contratti a termine fino al 30% dei propri dipendenti, il decreto Poletti
stabiliva che non potessero superare il 20%. All’impianto del decreto è stato
poi aggiunto il rinnovo per altri due anni del bonus assunzioni con uno sgravio
del 50% per i giovani tra i 30 e i 35 anni. Per gli altri c’è un taglio del 10%
del costo del lavoro, che dovrebbe valere circa 300 milioni di euro l’anno.
Misure da finanziare attraverso le slot machine. Grazie all’estensione dei
bonus sono previsti oltre 62 mila posti stabili in più, in base alle stime
della Ragioneria generale dello Stato inserite nella relazione che ha
accompagnato il provvedimento in Aula.
Nelle intenzioni del governo
giallo verde questo dovrebbe stoppare le polemiche sorte all’approvazione del
decreto, a luglio, quando la nota di accompagnamento (realizzata con i dati
Inps) indicava una perdita di 8mila posti di lavoro all’anno per mancati
rinnovi, innescando lo scontro frontale con il presidente Inps, Tito Boeri. Per
i contratti in corso al 14 luglio, si applicherà la disciplina previgente fino
al 31 ottobre 2018. È previsto quindi un regime transitorio nel quale le
imprese possono rinnovare i contratti a termine oltre i 12 mesi senza causale.
Ma sarà una circolare ministeriale a chiarire la materia.
Le norme del Dl devono fare i
conti con i dati Istat sulla prima metà del 2018 con la crescita dell’economia
in rallentamento e il mercato del lavoro bloccato. Il Pil del secondo trimestre
è fermo a più 0,2%. A giugno si sono bruciati quasi 50mila posti di lavoro,
soprattutto nei fissi. I tempi determinati scavalcano i tre milioni, un nuovo
record storico..

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