Vasto
(Chieti). Sull'aggressione indaga la polizia. Il titolare del locale si sarebbe
giustificato della "scelta musicale" parlando «di momento goliardico
durante una festa privata». L'Anpi annuncia una manifestazione «per
stigmatizzare l’accaduto».
Serena Giannico – Il manifesto
21 agosto 2018
21 agosto 2018
«Faccetta nera» rimbombava,
durante la movida domenicale, anche all’esterno del ristorante. E quando il
particolare è stato fatto notare, rilevando che si trattava di «apologia del
fascismo», il titolare dell’attività commerciale ha picchiato l’uomo che aveva
osato contestare quella “scelta musicale”. Aggressione «di stampo fascista»
domenica sera a Vasto, in provincia di Chieti. A denunciare il fatto, anche con
un dettagliato resoconto sui social, è Nicholas Tomeo, 31 anni, avvocato di
Vasto, non ancora ascoltato dalla polizia che sta seguendo il caso.
«Mentre passeggiavo a Vasto
Marina – racconta il legale – ho sentito da lontano suonare Faccetta nera a
volume altissimo da un locale. Mi sono avvicinato chiedendo di interrompere
subito la musica. Il titolare dell’attività, dopo aver finto tranquillità,
sulla porta d’ingresso mi ha colpito violentemente al volto». L’esercente
sarebbe poi uscito «per continuare a provocarmi con saluti romani e gridando “A
noi!”. La beffa – prosegue l’avvocato – è data anche dal luogo dov’è ubicato il
locale, che è un ex campo di internamento. Il che rende tutto molto più grave».
L’avvocato è andato al Pronto
soccorso cittadino, dove gli è stato diagnosticato un trauma cranico e zigomale.
Non ha ancora presentato querela. «Sto valutando – dichiara Tomeo -. La mia
vuole essere prevalentemente una denuncia pubblica per rilanciare un’allerta
sociale e politica, non di appartenenza. Fatti del genere non possono essere
più accettati, pur se la violenza fascista e razzista è per certi versi
legittimata dai comportamenti del governo in tema di migranti».
Il commissario di Vasto, Rosetta
Di Santo, rende noto che «al momento si stanno raccogliendo tutti gli elementi
utili». «Si è trattato di una lite, stiamo attenzionando l’episodio – spiega -,
che non viene assolutamente sottovalutato, per stabilire eventuali
provvedimenti».
Il titolare del locale si sarebbe
giustificato parlando «di momento goliardico durante una festa privata».
«È un episodio che rientra nel
clima fomentato dal ministro degli interni Salvini – attacca Maurizio Acerbo,
segretario nazionale di Rifondazione -. Faccetta nera risale all’epoca in cui
l’Italia si rese responsabile di crimini contro l’umanità e stragi orrende in Etiopia
e Libia e delle leggi razziali al fianco di Hitler. Questi imbecilli che vanno
cantando “viva il Duce e viva il Re” sono il frutto di ignoranza e rimozione di
una tragedia che si concluse con il nostro Paese in macerie. Il prefetto, il
questore e l’amministrazione comunale – incalza – dovrebbero far chiudere o
almeno sospendere temporaneamente il locale. Il titolare avrebbe finalmente il
tempo di leggere qualche libro di storia. Gli regaleremo una copia di Italiani
brava gente».
E l’Anpi (Associazione nazionale
partigiani) annuncia una manifestazione «per stigmatizzare l’accaduto». Perché,
spiega il presidente della sezione di Vasto, Mimmo Cavacini, «si sta generando
una pericolosa deriva fascista».

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