Porto
di Catania. Per i pm i migranti sarebbero trattenuti a bordo illegalmente.
Salvini: «Non sono ignoto, processatemi»
Alfredo Marsala – Il manifesto
23 agosto 2018
Il fascicolo per il momento è a
carico di ignoti ma le indagini, che sta conducendo la Procura di Agrigento in
un contesto complicato e senza precedenti, potrebbe coinvolgere vertici del
Viminale, militari e a cascata altri esponenti delle istituzioni. Il reato
ipotizzato dal pool guidato dal procuratore capo Luigi Patronaggio è sequestro
di persona. Secondo i pm i 177 migranti soccorsi dalla nave Diciotti, sarebbero
trattenuti illegalmente a bordo del mezzo militare, prima rimasto al largo di
Lampedusa per giorni e poi giunto, su disposizione del ministro per le
Infrastrutture Danilo Toninelli nel porto di Catania, ma qui bloccata dal
diktat del ministro degli Interni Matteo Salvini che ha ordinato ai militari di
tenere a bordo i profughi in attesa che Bruxelles si faccia carico del
«problema». Immediata la reazione di sfida del ministro Salvini: «Leggevo che la
Procura di Agrigento ha aperto un fascicolo contro ignoti per sequestro di
persona. Sono qua, non sono ignoto». E ancora: «Sono ministro dell’Interno di
questo Paese con il mandato preciso di difendere i confini di questo Paese, di
occuparsi della sicurezza. Se bloccare una, due, tre, quattro o cinque navi mi
comporta accuse e processi, ci sono».
Proprio Salvini, ieri in serata,
ha dato il suo via libera allo sbarco dei minori, in totale 29. Un passo
arrivato al culmine di una giornata tesissima, con due Procure, quelle di
Agrigento e di Catania, che avevano chiesto ufficialmente la liberazione dei
minori non accompagnati. A rendersi personalmente conto della «situazione
critica» è stato il procuratore Patronaggio, salito sulla nave Diciotti per una
ispezione mentre a diversi parlamentari è stato impedito l’accesso per motivi
sanitari. «In base alle convenzioni internazionali e alla legge italiana, i
minori non accompagnati hanno il diritto di sbarcare», ha detto il procuratore
capo scendendo dalla nave. Nel pomeriggio una lettera ai ministri dell’Interno
e delle Infrastruttura, al capo dipartimento per le libertà civili e
l’immigrazione e al Prefetto era stata inviata dalla Procura per i minorenni di
Catania secondo cui «sono stati elusi i diritti» dei minorenni non accompagnati
tra cui «il divieto di respingimento, essere accolti in strutture idonee, avere
un tutore, presentare domanda di protezione internazionale e di essere
ricongiunti ad eventuali parenti regolarmente soggiornanti in altri stati europei».
A sollecitare i pm catanesi è stato il team Unicef-Intersos presente a bordo,
che ha chiesto «di tutelare i diritti riconosciuti dalle convenzioni
internazionali, dalla normativa europea e da quella italiana».
Il fronte giudiziario è
incandescente. Oltre ad Agrigento e Catania, indaga anche la Procura di Palermo
che ipotizza il resto di associazione a delinquere finalizzata al traffico di
uomini. Ai pm, coordinati dal procuratore Francesco Lo Voi, saranno trasmessi
gli atti d’indagine – tra cui i verbali di interrogatorio dei 13 migranti fatti
sbarcare dalla Diciotti a Lampedusa prima dell’approdo a Catania – compiuti
finora dalla procura di Agrigento che inizialmente aveva aperto un fascicolo
per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. L’inchiesta dunque dovrebbe
essere trasmessa ai colleghi della Dda palermitana, competenti per le ipotesi
di traffico di uomini e in caso di contestazione dell’associazione a
delinquere.
Nel porto di Catania, intanto, è
proseguito per tutto il giorno il presidio della Rete antirazzista con lo
striscione «Restiamo umani. Mai più naufragi. Diritto d’asilo x non morire». I
manifestanti hanno sventolato fogli di carta, ognuno con una scritta diversa:
«Siamo tutti clandestini», «Difendiamo le persone non i confini», «Gesù è
forestiero». «La situazione che si sta verificando – dice Matteo Iannitti,
della Rete Antirazzista catanese – è gravissima e assurda. Noi chiediamo che
tutte le istituzioni e tutta la catena di comando disponga immediatamente lo
sbarco delle persone che sono state sequestrate dal ministro dell’Interno».
Perché «qui non c’entrano nulla i ricatti con l’Ue rispetto alla
redistribuzione dei migranti, non c’entrano nulla le norme europee rispetto
all’accoglienza». Di «valorosi uomini della guardi costiera sequestri» parla il
sindaco di Palermo Leoluca Orlando che accusa Salvini di «ossessione patologica
verso i migranti». Per la comunità di Sant’Egidio «è indecoroso e disumano il
modo in cui vengono trattenute persone che già hanno sofferto attraversando il
Sahara, la Libia e la traversata in mare». Una delegazione della Cgil in serata
si è recata nel porto di Catania: «La Sicilia, terra generosa ma fustigata da
disoccupazione, povertà e mala amministrazione, sa bene che non sono i migranti
la causa dei disagi passati e presenti; da anni conosciamo le storie personali
dei migranti e non li lasceremo mai soli».

Nessun commento:
Posta un commento