Nave
Diciotti. Ventinove i minori non accompagnati arrivati a Catania il 20 agosto
Adriana Pollice – Il manifesto
23 agosto 2018
«Una forte speranza» che i 29
minori non accompagnati (due le ragazze) sulla Diciotti, ferma a Catania da
lunedì sera, potessero scendere si era diffusa ieri pomeriggio grazie alla
pressione delle procure, della Garante per l’infanzia e delle associazioni. La
posizione del Viminale era insostenibile così in serata il ministro
dell’Interno, Matteo Salvini, ha capitolato in diretta social: «I bambini
scendano: faccio un passo oltre, nonostante l’Europa vigliacca dorma».
LA PROCURATRICE per i minori di
Catania, Caterina Ajello, ieri mattina aveva inviato una lettera ai ministri
dell’Interno e delle Infrastrutture, al Capo dipartimento per le Libertà civili
e l’immigrazione e al prefetto di Catania per chiedere che i minorenni fossero
fatti sbarcare: «Sono stati elusi i diritti, tra cui il divieto di
respingimento, essere accolti in strutture idonee, avere un tutore, presentare
domanda di protezione internazionale ed essere ricongiunti a eventuali parenti
in altri stati europei». L’iniziativa è arrivata dopo l’esposto firmato da
Intersos e Unicef, che lavorano con team congiunti sulle navi della Guardia
costiera per assicurare la prima accoglienza ai migranti. Nel pomeriggio il
procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, aveva effettuato un’ispezione
sulla nave spiegando: «In base alle convenzioni internazionali e alla legge
italiana, i 29 minori non accompagnati hanno il diritto di sbarcare, non
possono essere trattenuti».
SECONDO INTERSOS, sulla Diciotti
alcuni dei minori eritrei avrebbero segni evidenti di abusi e violenze, subite
nel proprio paese, e disagi psicologici. Più di una decina si dichiarano
maggiorenni ma sono «potenzialmente minori». A bordo ci sarebbero anche un
bimbo di quattro mesi, uno di poco più di un anno e un altro di sei. Unicef,
con Andrea Iacomini, sottolinea: «Sono in territorio italiano, sono minori
quindi devono scendere e seguire un iter specifico. Tenerli ancora a bordo
significava perpetuare una violazione palese di norme italiane e
internazionali». Nel pomeriggio, anche l’associazione dei Magistrati per i
minorenni ne aveva chiesto la liberazione.
LA GARANTE PER L’INFANZIA,
Filomena Albano, era intervenuta già lunedì: «A norma della legge 47 del 2017,
questi ragazzi non possono essere respinti. Sono titolari di diritti: alla
vita, alla sopravvivenza, allo sviluppo, alla protezione e alle cure. Nei loro
confronti la legge non consente respingimenti o quote di accoglienza». Ieri
mattina Albano aveva inviato una nota al Comandante generale della Guardia
Costiera e al Capo dipartimento delle libertà civili del ministero dell’Interno
per chiedere con urgenza informazioni: «Fondamentali per poter organizzare l’accoglienza
prevista dal nostro ordinamento giuridico. Misure sia a favore dei minorenni
che arrivano soli nel nostro paese, per i quali in nessun caso può disporsi il
respingimento, sia nei confronti dei ragazzi che arrivano accompagnati da un
adulto in quanto occorre accertare la reale sussistenza di un rapporto di
filiazione o di un legittimo affidamento».
LA LEGGE 47, di cui mancano
ancora i decreti attuativi, impone che i minorenni non accompagnati debbano
essere immediatamente inseriti in un circuito protetto. Attraverso mediatori e
assistenti sociali si dovrebbe individuare il percorso migliore: l’asilo, il
ricongiungimento familiare qui o all’estero, il permesso di soggiorno speciale.
Non possono in nessun modo rientrare in eventuali quote da dividere tra gli
stati.
NON È L’UNICA NORMA che il
governo stava violando: «La Costituzione impone l’attuazione del principio di
protezione dell’infanzia – spiega Raffaele K. Salinari, presidente di Terre des
Hommes -. Il nostro paese, poi, nel 1989 ha firmato la Convenzione Onu sui
diritti dei minori, ripresa dalla Carte europea dei diritti, che aggiunge:
“l’interesse superiore del minore deve essere considerato preminente”. Non è
nelle competenze di Salvini bloccarne gli sbarchi».

Nessun commento:
Posta un commento