Lo
chiamavano dignità. I contratti di supplenza per posti vacanti non potranno
superare i 36 mesi
Adriana Pollice, Il manifesto
3 Agosto 2018
Fatto salvo l’anno scolastico
2018/19, il Dl prevede che la posizione dei docenti con diploma magistrale
(conseguiti entro l’anno scolastico 2001/2002) o con laurea in Scienze della
Formazione primaria, con l’obbligo di avere svolto nel corso degli ultimi 8
anni almeno due annualità di servizio specifico, dovrà essere sanata tramite un
concorso straordinario non selettivo. Sia i diplomati magistrali con contratto
annuale, sia i 5.600 circa già assunti a tempo indeterminato avranno la
garanzia di potere lavorare fino al 30 giugno prossimo. Inoltre sarà possibile
stipulare contratti di supplenza su posti vacanti non oltre i 36 mesi, a
decorrere dal primo settembre 2016.
«Si va verso il licenziamento di
50mila maestri e un concorso straordinario per appena 12mila posti che aprirà
al ricorsificio»: a lanciare l’allarme è l’Anef Cisal che descrive il Dl
dignità come «il più grande licenziamento di dipendenti pubblici della storia
della repubblica italiana».
Per Marcello Pacifico dell’Anief
«si sta certificando il licenziamento, dal prossimo 30 giugno, di tanti maestri
che già erano stati assorbiti nei ruoli, a cui si vanno ad aggiungere altri
43mila docenti della scuola dell’infanzia e primaria che hanno sottoscritto un
contratto annuale da Graduatorie a esaurimento. E poi ci sono tutti gli altri
abilitati. Con un decimo del personale della scuola precario, non può essere
quella dei concorsi la strada da prendere».

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